Mercoledì, 13 Novembre 2019 CercaCerca  
Ca' Mello
La gestione e gli interventi di Veneto Agricoltura
Dal 1999 Veneto Agricoltura ha attuato una serie di interventi di riqualificazione ambientale dei terreni prospicienti la Sacca di Scardovari. L’area gestita da Veneto Agricoltura comprende circa 150 ettari, dall’Oasi di Ca’ Mello al Biotopo Bonello, rientranti nei confini del Parco regionale Veneto del Delta del Po e nel Sito di Importanza Comunitaria “Delta del Po”.

Phragmites australis (Foto di: M. Zanetti) Sui terreni non più coltivati localizzati tra le due zone umide è stata realizzata una fascia boscata che collega l’Oasi di Ca’ Mello al biotopo Bonello. Sono oltre 80 ettari di terreno rimboschito con latifoglie tipiche degli ambienti litoranei (leccio, roverella, frassino a foglie strette, orniello, salici, pioppi, tamerice, ecc.). Lungo i principali assi viari sono inoltre stati realizzati oltre 20 Km di siepi e filari alberati.
Con interventi successivi e grazie alla collaborazione del Consorzio di Bonifica Delta Po Adige, allo scopo di favorire la sosta di anatidi e altre specie di uccelli, all’interno dell’Oasi sono stati realizzati diversi specchi d’acqua, con profondità variabile; la stessa permanenza dell’acqua all’interno della palude è stata regimentata in modo da garantire l’allagamento temporaneo di ampie superfici di canneto. Così che, in alcuni periodi dell’anno, alcuni percorsi possono essere allagati e di conseguenza, possono essere percorsi solamente utilizzando degli stivali di gomma. Una rete articolata di percorsi di visita permette di addentrarsi nelle aree naturali senza peraltro disturbare la fauna. Infatti i biotopi più fragili ed ecologicamente importanti, come ad esempio le zone di canneto maturo, la garzaia e alcuni specchi d’acqua, rimangono raggiungibili solo per eseguire interventi di manutenzione ambientale o per scopi di ricerca.
Da alcuni anni l’Oasi di Ca’ Mello è infatti parte integrante di una rete internazionale di stazioni di monitoraggio delle popolazioni di uccelli mediante la tecnica dell’inanellamento a scopo scientifico. Grazie alla sinergia fra la Provincia di Rovigo e Veneto Agricoltura è stato possibile avviare due progetti che consentono di monitorare le popolazioni di Passeriformi che nidificano nell’Oasi e che vi sostano durante la migrazione autunnale.

Nycticorax nycticorax (Foto di: S. Colavitti)Progetti speciali
Il bosco della Donzella, realizzato nel 1999 e 2000, ospita già a distanza di pochi anni dall’impianto una interessante comunità faunistica. In particolare in questi primi anni, l’area è diventata un importante sito di rifugio e riproduzione per la selvaggina (in particolare fagiani e lepri). Veneto Agricoltura in collaborazione con il locale Ambito territoriale di caccia sta inoltre realizzando in loco un progetto di introduzione del fagiano torquato (Phasianus colchicus torquatus); una sottospecie del fagiano comune particolarmente rustica e più selvatica rispetto ai comuni ibridi di fagiano presenti nel territorio. Tali fagiani vengono allevati direttamente da Veneto Agricoltura, liberati per più anni nell’area del bosco della Donzella
e successivamente monitorati nei loro spostamenti. Hanno fin d’ora manifestato una buona adattabilità e fedeltà al territorio.

Anas querquedula (Foto di: S. Colavitti)Il Centro di Educazione Naturalistica
Di recente ristrutturazione, l’edificio è frutto del recupero architettonico delle modeste e rustiche abitazioni della gente del posto che agli inizi del ‘900 colonizzarono queste terre.
Rispecchia la tipologia costruttiva originaria, tipica della campagna basso polesana, molto semplice e che ricorda quella del casone in canna.
La struttura dispone di un’area d’accoglienza e ristoro, di servizi, di spazi per l’attività di educazione naturalistica e per il turismo ambientale.