Domenica, 17 Novembre 2019 CercaCerca  
Bosco Nordio

La gestione e gli interventi di Veneto Agricoltura

Foto di: V. de Savorgnani Gli interventi di conservazione della Riserva Naturale Integrale di Bosco Nordio, avviati da Veneto Agricoltura nel 2000, sono volti a riportare l’area alle condizioni di naturalità che le sono proprie attraverso la ricomposizione floristica, il restauro del territorio e la tutela del sito. All’interno dell Riserva erano presenti alcuni elementi estranei alla naturalità del luogo, quali specie vegetali ed animali non autoctone e aspetti orografici derivanti dalle attività antropiche, ed al concetto di integralità, volto alla conservazione e tutela della biodiversità correlata al mantenimento delle specie arbustive ed arboree autoctone; tali elementi sono di ostacolo ad una naturale ed equilibrata evoluzione dell’ecosistema. Pertanto per una ricomposizione della componente floristica, si è proceduto all’eliminazione dell’ailanto, al contenimento della robinia, all’eliminazione degli impianti artificiali di pioppo e di altre specie non autoctone introdotte artificialmente quali specie del genere Cedrus, Pinus e Cupressus. L’ailanto ( Ailanthus altissima), in particolare, originario della Cina e delle Molucche, introdotto in Italia in passato, è una specie molto frugale, di rapidissimo accrescimento e molto pollonante. Una volta tagliato a livello del colletto, cioè della parte più bassa del tronco, ricaccia un elevato numero di alte piante, dette polloni che partono tutte da uno stesso punto: la ceppaia. In molte aree del Bosco Nordio si è affermato e da alcuni anni colonizza molto velocemente gli spazi aperti a scapito di altre specie autoctone. Sono stati eliminati gli esemplari di Thuja orientalis, specie originaria dell’Asia orientale, introdotta in Europa nel 1572, disposti a filare che delimitavano alcuni tratti della viabilità interna. Essi, oltre a rappresentare un elemento estraneo alla flora autoctona, definivano in modo artificiale l’ambiente del Nordio.

Rana lessonae/Rana klepton esculenta (Foto di: S. Colavitti)Anche i pioppi ibridi euroamericani, stramaturi, fase in cui la pianta, già vecchia, manifesta un declino di vigore vegetativo riscontrabile anche nell’aspetto generale, sono stati tagliati e asportati. Sono stati rilasciati solo alcuni soggetti più vigorosi con ampie chiome che favoriscono l’ombreggiamento e la nidificazione degli uccelli. In aree perimetrali e negli spazi venutisi a creare a seguito dell’eliminazione delle specie arboree non autoctone (autoctono è l’organismo animale o vegetale originario della regione geografica in cui viene raccolto o osservato), al fine di arricchire la componente floristica e per accelerare un processo di colonizzazione che di per sé avverrebbe anche naturalmente ma con ritmi più lenti, si stanno mettendo a dimora giovani piante di specie tipiche delle nostre zone di pianura e litoranee tra le quali: leccio ( Quercus ilex), farnia ( Quercus robur), roverella ( Quercus pubescens), orniello ( Fraxinus ornus), olmo campestre ( Ulmus minor), salice bianco ( Salix alba), perastro ( Pyrus pyraster). Le specie arbustive utilizzate sono state invece: ginepro comune (Juniperus communis), ginestra ( Spartium junceum), prugnolo ( Prunus spinosa), frangola ( Rhamnus frangola), crespino ( Berberis vulgaris), ligustrello ( Ligustrum vulgare), biancospino ( Crataegus monogyna). Le superfici interessate dai rimboschimenti sono state recintate con rete metallica per impedire il brucamento da parte dei daini ancora presenti in pochi esemplari. Nelle zone rimboschite Bosco Nordio potrà al momento apparire un po’ spoglio, a causa delle ridotte dimensioni delle piante, ma con un po’ di tempo e pazienza, riacquisterà quel carattere di naturalità che gli è più consono. In passato, all’interno della Riserva venivano condotte attività vivaistiche per la coltivazione di specie forestali ed agricole per gli ortaggi, erano quindi state create delle aree pianeggianti e libere dalla vegetazione ed una serie di manufatti di servizio che sono stati eliminati. Al fine di migliorare l’aspetto paesaggistico, mediante movimenti di terra sulle zone piane e senza effettuare riporti di materiale dall’esterno, sono state ricostruite le dune tipiche dell’ambiente costiero ed alcune bassure definendo inoltre un nuovo percorso della viabilità interna di minore impatto paesaggistico. Al fine di fronteggiare il rischio di incendio, che si presenta elevato per la Riserva di Bosco Nordio a causa delle caratteristiche compositive e di ubicazione si è ritenuto infine opportuno adottare una serie di misure di prevenzione. Sono stati installati quattro idranti lungo la condotta interrata, è stata acquistata una serie di attrezzature antincendio e si è provveduto a formare una squadra di pronto intervento, per raggiungere celermente ogni punto della Riserva ed intervenire efficacemente in caso di incendio.


Emys orbicularis (Foto di: M. Zanetti)Un progetto speciale: conservazione e reintroduzione della testuggine palustre (Emys orbicularis)
Il progetto, realizzato in collaborazione con il Centro Europeo per la salvaguardia delle tartarughe (Carapax) di Massa Marittima (Gr), ha visto l’avvio di ricerche utili ad approfondire le conoscenze sulla specie e sulle potenzialità ecologiche della Riserva. In particolare, esperti faunisti hanno realizzato un censimento della popolazione locale di Emys orbicularis e più in generale dell’intera erpetofauna presente nella Riserva. Per la riproduzione della testuggine palustre è stata predisposta una struttura “terracquario” per l’allevamento semicontrollato presso una delle bassure umide presenti. L’individuazione del sito per la localizzazione della struttura deriva da una valutazione delle migliori condizioni stazionali: ore luminosità/ombra, distanza da fonti di disturbo antropico, assenza di possibili fonti di inquinamento idrico, precipitazioni e temperatura media nell’anno, caratteristiche del suolo, persistenza dell’acqua nella bassura, etc. All’interno del terracquario sono stati introdotti in riproduzione 10 esemplari di testuggine con patrimonio genetico autoctono di origine padana (Emys orbicularis orbicularis), provenienti dal Centro Carapax, che già dispone in cattività di esemplari in grado di riprodursi. Lo scopo è quello di costituire, nella Riserva Naturale Integrale di Bosco Nordio, un contingente di Emys orbicularis sufficientemente numeroso per poter garantire la sopravvivenza della specie nel sito e anche per poter essere impiegato per successivi ripopolamenti in altre aree protette regionali di pianura, quali ad esempio Siti di Importanza Comunitaria e Zone di Protezione Speciale localizzati lungo il litorale veneto.