Mercoledì, 19 Giugno 2019 CercaCerca  
Descrizione generale

La realizzazione di un impianto che coniughi l’ultrafiltrazione con l’ozono consentirebbe, quindi, di:

  1. ridurre i costi di impianti e di gestione (economicità);
  2. utilizzare una tecnologia ecocompatibile, quella dell’ozono, che non lascia residui e non implica l’impiego di sostanze chimiche, che a loro volta necessitano di essere eliminate o smaltite (es.: il cloro);
  3. utilizzare l’acqua ozonizzata come base per i trattamenti fitosanitari, in sostituzione degli attuali metodi chimici che impattano negativamente sulla biodiversità. Aspetto particolarmente innovativo, l’acqua ozonizzata può, configurarsi come un efficace agente antibatterico, antimicotico (e, pertanto, in grado di ridurre la presenza di micotossine), contro i nematodi. Potrebbe, quindi, sostituire i metodi chimici tradizionali, che tanto negativamente impattano sulla biodiversità. Proprio per questo la misurazione sul campo dell’efficacia dell’irrigazione con acqua reflua ozonizzata sarà verificata sia in termini di resa, sia in termini di minor sviluppo di micotossine, infezioni fungine, batteriosi, nematodi.