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Analisi dei mercati ortofrutticoli regionali

Nel 2008 si è registrato un aumento delle quantità totali scambiate attraverso i mercati, che sono salite a 1.234.372 tonnellate (+11% rispetto al 2007), un livello mai raggiunto non solo dal 2000, ma addirittura negli ultimi 40 anni!

Tab. 1 – Quantità di merci scambiate nei mercati all’ingrosso in Veneto (dati in tonnellate)

merci scambiate

Tra i mercati più importanti, si segnala il consistente aumento registrato dal mercato di Verona (530.400 tonnellate, +28%), dopo la flessione avuta nel 2007, e dal mercato di Bassano del Grappa (25.600 t, +15%) mentre risultano in forte calo gli scambi sul mercato di Vicenza (15.500 t, -15%) e in quello di Brondolo di Chioggia (15.900 t, -11%). Diminuzioni a doppia cifra, in alcuni casi superiori al -40%, per molti dei mercati minori, che aggregano in prevalenza la produzione frutticola veronese, che ha subito forti danni a causa delle avverse condizioni climatiche della scorsa stagione primaverile.

La realtà commerciale dei mercati ortofrutticoli veneti, come risulta evidente dal grafico, è fortemente concentrata: i primi tre mercati (Verona, Padova e Treviso) veicolano oltre l’83% della merce che transita per i mercati all’ingrosso, una percentuale in continuo aumento (+5 punti percentuali dal 2004).

Tab. 2 – Quantità di merce scambiate per mercato all’ingrosso (dati in percentuale)

merce scambiata per mercato

 Riguardo alla provenienza delle merci, continua a diminuire la quantità di prodotto che entra nei mercati e che proviene dal territorio regionale: se nel 1980 la produzione regionale rappresentava circa il 57% delle merci introdotte nei mercati, nel 2008 essa costituiva appena il 24% degli scambi (cinque anni fa, nel 2004, era ancora del 33%). Negli ultimi anni, in particolare, sono diminuite le provenienze provenienti dal territorio comunale o dall’ambito regionale rispetto alla sede del mercato. Mentre aumentano le quote di prodotto provenienti dal territorio provinciale e soprattutto da quello nazionale (+8 punti percentuali dal 2004); anche le provenienze estere aumentano, ma in maniera meno accentuata rispetto alle precedenti.

Tab. 3 – Provenienza delle merci introdotte nei mercati all’ingrosso del Veneto (dati in percentuale)

provenienza merci

Per quanto riguarda le destinazioni, sulla base delle stime fornite dai direttori dei mercati, risulta che rispetto al 2007 sia in aumento la merce che viene veicolata sul territorio regionale (40%, +9 punti percentuali) e che viene esportata (38%, +5 punti percentuali rispetto all’anno precedente), mentre diminuiscono le spedizioni verso le altre regioni italiane, che rappresentano nel 2008 una quota del 22% del totale (nel 2007 la quota era del 36%). Negli ultimi cinque anni, comunque il trend evidenzia un lento ma costante aumento delle quantità di merce che vengono veicolate al di fuori dei confini regionali, che sono passate dal 56% al 60% degli scambi, con un picco massimo del 2007 (69%).

Tab. 4 – Destinazione delle merci in uscita dai mercati all’ingrosso del Veneto (dati in percentuale)

destinazione merci

Risulta davvero molto interessante, in questa analisi, oltre a sapere da dove proviene la merce introdotta nei mercati, anche capire da chi proviene: il grafico presenta il confronto tra la situazione del 2004 e quella del 2008. È evidente come, in soli cinque anni, i principali “fornitori” dei mercati siano diventati i commercianti/grossisti a scapito dei produttori e delle OP/Cooperative.

Tab. 5 – Fornitori delle merci introdotte nei mercati all’ingrosso del Veneto (dati in percentuale)

fornitori merci

I grossisti sono anche la tipologia di operatori che costituiscono i principali acquirenti delle merci che escono dai mercati, anche se la quota di prodotto da essi concentrato è passata negli ultimi cinque anni dal 62% al 56%. In forte crescita invece la quota che viene acquisita dalle strutture della Distribuzione Moderna (23% nel 2008). Residuali e generalmente in flessione gli acquisti dei dettaglianti (fissi e ambulanti), dell’Ho.re.ca. (hotel, ristoranti, catering) o di altri soggetti (privati cittadini, industria,…).

Tab. 6 – Acquirenti delle merci in uscita dai mercati all’ingrosso del Veneto (dati in percentuale)

acquirenti merci

Queste modifiche nella tipologia di “fornitori” e di “clienti dei mercati, incidono sulla tipologia di mezzi di trasporto utilizzati. Sempre più le merci in entrata vengono trasportate su bilici (66%) o autotreni (23%), mentre diminuisce sensibilmente la quota veicolata con altri mezzi di trasporto, quali trattori agricoli o furgoni, passata dal 31% nel 2004 all’11% nel 2008. Ugualmente in uscita la merce viaggia principalmente su bilici (52%) o autotreni (36%), e in misura minore su altri mezzi (12%) comunque in leggero aumento rispetto al 2004.

Risulta davvero molto interessante l’analisi dell’andamento degli scambi a partire dal 2000 distinta per tipologia di mercato. La legge regionale che disciplina i mercati all’ingrosso (L.R. n. 20 del 30 marzo 1979), distingue infatti tra:

- mercati alla produzione, in cui le merci sono offerte esclusivamente da produttori singoli o associati;

- mercati di distribuzione (o di transito), in cui gli acquisti sono effettuati prevalentemente da commercianti all’ingrosso e al dettaglio;

- mercati al consumo (o terminali) in cui gli acquisti sono effettuati prevalentemente da commercianti al dettaglio.

Ponendo l’anno 2000 come anno base per l’analisi (base 100), è possibile descrivere le variazioni relative, positive o negative, da un anno all’altro delle quantità di merce scambiate nelle tre diverse tipologie di mercati. Si può così notare che i mercati di redistribuzione (Verona, Padova e Treviso, linea arancione) presentano uno sviluppo positivo degli scambi, che dal 2000 sono in costante aumento con un picco massimo proprio nel 2008 (+33,4%).

Le altre due tipologie di mercati (alla produzione e al consumo, o terminali), presentano invece un andamento negativo. In particolare quelli al consumo (Venezia-Mestre, Vicenza e Bassano del Grappa, linea azzurra), che a partire dal 2001 stanno registrando un vero e proprio tracollo; nel 2008 la quantità di merce scambiata è diminuita del 40% rispetto al 2000. Anche i mercati alla produzione presentano un andamento in calo, che nel 2008 ha raggiunto una flessione del 26% rispetto al 2000. Tuttavia, il trend sembra essersi abbastanza stabilizzato a partire dal 2003.

Tab. 7 - Andamento degli scambi per tipologia di mercati all’ingrosso (variazioni percentuali dal 2000, base 100)

scambi per tipologia di mercati

Conclusioni

I dati forniti dai mercati agroalimentari, raccolti e analizzati negli ultimi anni dagli esperti dell’Osservatorio Economico di Veneto Agricoltura, permettono di trarre delle utili indicazioni sulla realtà dei mercati agroalimentari della regione Veneto.

Innanzitutto è bene sottolineare come il trend del volume degli scambi effettuati nei mercati sia sostanzialmente in crescita, sia considerando il lungo periodo (dal 1970 ad oggi) che gli anni più recenti (dal 2000 in poi).

Tuttavia è possibile affermare che sta probabilmente cambiando il ruolo dei mercati, i quali, oltre alle classiche funzioni di collegare la produzione al consumo e di formazione del prezzo, svolgono sempre più una funzione di redistribuzione. I mercati stanno diventando delle vere e proprie piattaforme di rilancio dei prodotti ortofrutticoli non solo regionali, ma anche nazionali, verso tutto il nord Italia e soprattutto all’estero.

Tab. 8 – Flussi in-out di merce nei mercati all’ingrosso del Veneto: confronto tra provenienze e destinazioni per area (dati in percentuale)

  flussi in-out di merce

Se infatti, nel 1980, la quota di prodotto veneto veicolata tramite i mercati costituiva circa il 43% della produzione ortofrutticola regionale, nel 2008 tale quota era scesa al 22%. Di conseguenza, i principali “fornitori” dei mercati non sono più i produttori agricoli singoli o organizzati in OP e cooperative, ma altri commercianti e grossisti.

L’analisi per tipologia, evidenzia poi come anche il ruolo dei mercati al consumo sia sempre meno significativo: negli ultimi anni la quantità degli scambi è in continuo calo, segno che i principali acquirenti di questi mercati (dettaglianti e ambulanti), oltre ad essere in calo numerico, non fanno più riferimento in modo prioritario ai mercati per i loro rifornimenti.

La crescita delle esportazioni e la sempre maggiore presenza della distribuzione moderna come acquirente, evidenziano l’importanza che viene riconosciuta ai mercati come fornitori di servizi che vanno al di là della semplice concentrazione del prodotto, ma che riguardano anche altri aspetti logistici, le autorizzazioni fitosanitarie e tutte le problematiche connesse alle pratiche amministrativo-burocratiche necessarie per le spedizioni all’estero.